I 5 libri da leggere per chi viene a Trieste per la prima volta

Quali sono i 5 libri fondamentali per chi vuole conoscere Trieste? Anche chi viene a Trieste per la prima volta una cosa la capisce subito: Trieste è una città letteraria. O come diceva Scipio Slataper: «Trieste, forse più di altre città, è letteratura, è la sua cultura.» Sarà il crogiuolo di popoli che qui si sono impastati nei secoli, sarà l’opulente ricchezza di una città per lungo tempo primo porto di un impero, sarà il piacere di frequentare i caffè in stile viennese fucine di creatività e pensiero. Come sempre quando si parla di Trieste le ragioni sono molte e stratificate. Sta di fatto che qui la letteratura è sempre stata di casa: Trieste ha sfornato più scrittori e opere di qualsiasi altra città italiana.

Noi dell’hotel letterario di Trieste ce ne rendiamo presto conto anche solo gettando un’occhiata alla nostra Biblioteca triestina a disposizione degli ospiti nella sala lettura dell’albergo. Le opere sono numerosissime, quasi 800 e la nostra collezione mira a raggiungere questa vetta.

sala lettura con biblioteca triestina

Come chi è già stato da noi avrà colto, l’hotel letterario di Trieste è dedicato a James Joyce, il grandissimo scrittore irlandese autore dell’ULISSE, che trovò in Trieste una seconda patria e un nuovo inizio, oltre all’ispirazione per i suoi capolavori. I libri di Joyce e Svevo e non solo si trovano in tutte le camere dell’hotel, nella piccola selezione che gli ospiti del Victoria trovano sul comodino o sulla scrivania delle nostre stanze.

Ma i nostri ospiti spesso arrivano con i loro libri o li acquistano mentre soggiornano qui (Trieste ha anche il vanto di avere il maggior numero di librerie del nostro paese). E proprio dalla varietà di letture che ci capita di notare sui comodini delle stanze è nata l’idea di offrirvi un consiglio letterario.

selezione di libri nelle camere del Victoria

Dalla nostra Biblioteca triestina abbiamo selezionato i 5 primi titoli (una selezione faticosissima, perché ben più di 5 sarebbero da consigliare, ma seguiranno altre puntate) che suggeriamo a tutti coloro che sono curiosi della nostra città, per niente facile da capire, ma interessantissima da scoprire.

Per chi si sente più portato per la saggistica, il titolo dei titoli è TRIESTE: UN’IDENTITA’ DI FRONTIERA di Angelo Ara e Claudio Magris (Einaudi). È il libro che vi permetterà di andare al di là delle apparenze, per conoscere la storia recente di una città con tre anime (slava, tedesca e italiana) e altrettante lacerazioni.

Ara e Magris TRIESTE UN'IDENTITA' DI FRONTIERA

C’è poi un libro che è un memoir, una testimonianza intessuta di brillantissime riflessioni che è TRIESTE O DEL NESSUN LUOGO di Jan Morris (il Saggiatore Editore). È il nostro libro preferito, lo ammettiamo J. Quello di cui non si può fare a meno. L’autrice è inglese, ma porta con sé il punto di vista di un’altra importante componente della storia di questa città: la matrice angloamericana, che ha letteralmente guidato la città per 10 anni nel Secondo dopoguerra. L’eredità forse più importante di questo fu il Cinema: le pellicole arrivavano direttamente da Hollywood prima che ovunque nel mondo, i cinema non si contavano, e da qui poi i numerosissimi e importanti film girati qui fino a oggi.

Jan Morris TRIESTE O DEL NESSUN LUOGO

Per chi si sente più incline al romanzo, il numero uno resta IL MIO CARSO di Scipio Slataper, dove già dalla prima pagina vi balzerà addosso la multiculturalità di Trieste, impasto di cultura slava, italiana e tedesca.

Scipio Slataper IL MIO CARSO

Per conoscere i triestini nel loro tratto più intimo e umano, sempre un romanzo vi rivelerà magistralmente i loro dissidi interiori mascherati da una placida esteriorità, è LA COSCIENZA DI ZENO di Italo Svevo. Un classico, lo Zeno dell’ultima sigaretta vi rivelerà il tratto più tipico della triestinità dove non a caso, in dialetto, per dire un tipo si dice “un matto”; è un romanzo eterno di quelli di cui non si può fare a meno.

Italo Svevo LA COSCIENZA DI ZENO

Se invece preferite avere una rapida introduzione di tutto il variegato cosmo triestino, un titolo sempre valido è TRIESTE SOTTOSOPRA di Mauro Covacich (Editori Laterza). L’autore è un triestino doc, molto conosciuto per il suo magnifico romanzo sul mondo della corsa (A PERDIFIATO) – uno degli sport più amati dai triestini sempre in forma – e con questo breve libro che vi consigliamo su Trieste vi mette a conoscenza di tutto ciò che c’è da sapere sulla città del vento.

Mauro Covacich TRIESTE SOTTOSOPRA

Vi è venuta più voglia di leggere o di venire a Trieste?

Se siete ancora indecisi, che siano i versi del suo più amato poeta, Umberto Saba, a ispiravi a scoprire la città dalla scontrosa grazia.

 

Trieste

Ho attraversato tutta la città.

Poi ho salita un’erta,

popolosa in principio, in là deserta,

chiusa da un muricciolo:

un cantuccio in cui solo

siedo; e mi pare che dove esso termina

termini la città.

 

Trieste ha una scontrosa

grazia. Se piace,

è come un ragazzaccio aspro e vorace,

con gli occhi azzurri e mani troppo grandi

per regalare un fiore;

come un amore

con gelosia.

Da quest’erta ogni chiesa, ogni sua via

scopro, se mena all’ingombrata spiaggia,

o alla collina cui, sulla sassosa

cima, una casa, l’ultima, s’aggrappa.

Intorno

circola ad ogni cosa

un’aria strana, un’aria tormentosa,

l’aria natia.

 

La mia città che in ogni parte è viva,

ha il cantuccio a me fatto, alla mia vita

pensosa e schiva.

 

Dalla raccolta TRIESTE E UNA DONNA (1910-12)

Barcolana: la festa del mare che tutti aspettiamo!

A Trieste è l’evento dell’anno che tutti aspettano: la città si riempie e si trasforma in una grande festa, un’inspiegabile energia contagia che arriva qui per celebrare la grande festa del mare.

La Barcolana è un evento velistico che richiama nel Golfo di Trieste migliaia di barche da tutto il mondo, e si tiene sempre la seconda domenica di ottobre da oramai 48 anni.

barcolana vista dal faro della vittoria

Chi ama la Vela, almeno una volta nella vita ha fatto tappa a Trieste per la Barcolana e chi non l’ha ancora fatto aspetta di poterlo fare prima o poi. Da qualche anno la Barcolana non è più solo la regata più popolata del Mediterraneo, dove tutti ma proprio tutti possono partecipare, ma è preceduta da una settimana ricca di eventi sia in mare che a terra. Per questo gli hotel sono presi d’assalto e spesso non riusciamo ad accontentare tutti.

barcolana vista dal molo audace di fronte a piazza unità d'italia

Si spazia dalle competizioni di Kite surf, alla Barcolana Young (la regata dei piccoli), alla Regata Classic per le barche di legno, agli eventi di Fuoriregata (manifestazioni sparse su tutta la città), ai concerti con cantanti d’eccezione che precedono la regata finale, agli stand di cibo e bevande che popolano le Rive, parte antistante Piazza Unità d’Italia e frontemare, dove si possono ammirare una dopo l’altra in fila le barche a vela partecipanti (e sono più di 2000).

Barcolana è soprattutto divertimento

La regata, pur essendo competitiva, attrae anche velisti non interessati a vincerla e questo si evince nei giorni precedenti, quando certi equipaggi, ormeggiati con le loro imbarcazioni, iniziano a festeggiare bevendo vino e mangiando salumi direttamente a bordo.

barcolana le Rive dove ormeggiano tutte le imbarcazioni

Il calendario degli eventi è veramente molto fitto e ce né per tutti i gusti. Da due anni a questa parte inoltre vi è la possibilità di partecipare alla Regata finale anche in mare come spettatori, anche un non esperto di vela può far parte di un equipaggio con uno skipper professionista.

Lo spettacolo della Domenica mattina è unico e riempie gli occhi, circa duemila barche distendono le loro vele ricoprendo il Golfo e poco importa chi vince, l’importante è partecipare.

barcolana vista dal Castello di Miramare

Per te che leggi questo post, un piccolo regalo: prenotando direttamente sul nostro sito, puoi usufruire di uno sconto sulla migliore tariffa disponibile, semplicemente inserendo il codice BARCOLANA nell’apposito spazio “codice Promo” che trovi sulla parte destra, una volta scelte le date in cui vuoi soggiornare.

Se non sei mai venuto a Trieste, questo è il momento migliore dell’anno!

Lorenzo Vidoni – General Manager

Si ringrazia il sito ufficiale della Barcolana per le splendide foto.

I consigli del Victoria: Dove andare al mare a Trieste?

Dove andare al mare a Trieste? Trieste è città di mare, e giustamente gli ospiti vogliono sapere come vivere al meglio questo nostro mare.

Una delle domande che ci sentiamo più spesso rivolgere in estate è: come e dove approfittare del mare di Trieste.

Come per ogni cosa, Trieste svela il suo fascino nel non avere mai una risposta unica. Qui ci sono tante chiese, tante comunità, tante lingue e altrettanti modi di vivere il mare.

In genere, la prima cosa che vi rispondiamo è: quanto tempo avete? Ciò parte da una considerazione molto triestina di vivere il mare: qui il mare fa talmente parte della quotidianità delle persone, che basta avere anche solo un’ora libera per regalarsi un tuffo rigenerante e un po’ di sole. Non a caso da queste parti si parla di “andare al bagno” invece di andare al mare, tanto assidua è la sua frequentazione.

Scogli dove andar al mare a Trieste di Antonio Marano Nino

In città

Se siete in centro città, e volete muovervi a piedi, potete fare l’esperienza de La Diga, di fronte a Piazza Unità d’Italia (sul Molo Audace si prendono i traghetti che vi conducono gratuitamente sulla piattaforma).

Quest’anno la Diga sarà aperta dalla fine di maggio e completante riammodernata.

Fin dagli anni ’50 la Diga, meta di tintarella e spuntino in mezzo al mare durante la pausa pranzo, è il simbolo del mare di Trieste, dove è normale sentirsi in vacanza pur restando in centro città.

Un’altra meta classica è l’Ausonia, lo stabilimento che si trova in fondo alle Rive dopo il porticciolo della “Sacchetta”. Entrambi gli stabilimenti sono dotati di ristorante interno con vista aperta sul mare.

ristorante terrazza ausonia

Proprio accanto allo Stabilimento dell’Ausonia, o dalle sue stesse terrazze, potrete notare il celebre stabilimento de La Lanterna, anche detto Pedocin, un unicum in Europa ormai, che vale una visita solo per ammirare la ferrea separazione di uomini e donne attraverso un muro, come anticamente si usava.

Proprio quest’anno, il film L’ultima spiaggia che ne racconta la storia è fra i finalisti al Festival del cinema di Cannes.

Barcola e Miramare

Se invece vi trovate dalle parti del Castello di Miramare – un must see per chi visita Trieste – potrete godere delle magnifiche acque antistanti la Riserva Marina del WWF se sceglierete lo Stabilimento Sticco, proprio sulla strada che porta al Castello. Oppure, oltre il Castello, lo stabilimento Grignano 1 – Sirena, raggiungibile anche a piedi scendendo il sentiero che conduce al porticciolo di Grignano. Quest’ultimo stabilimento è consigliato soprattutto per le famiglie, essendo dotato di due piscine e anche un accesso facilitato in mare per i portatori di handicap.

Mentre passate in macchina o in pullmann diretti a Miramare, non perdetevi lo spettacolo del lungomare di Barcola tappezzato di triestini che prendono il sole appena sopra gli scogli: dalla pineta, lungo tutte le terrazze note come “Topolini” fino agli stabilimenti a ridosso dell’entrata del Castello.

Lungomare Barcola "I Topolini"

Stabilimenti sulla strada Costiera

Ancora oltre il Castello, ci sono altri due stabilimenti che amiamo molto consigliare perché ideali per una mezza giornata di relax e comfort: Grignano 2 – Riviera e Le Ginestre.

Lettini, pulizia e tranquillità non mancano mai in questi posti. Il Riviera, a metà della strada Costiera, si affaccia su acque piuttosto sabbiose; diversamente le Ginestre, sempre sulla strada Costiera, ma a 25 minuti dal centro città, sono un paradiso fra il verde dei pini marittimi e la profondità delle acque della costa.

Ginestre: dove andare al mar a Trieste di laura lazzari

 

Spiagge naturali (non facilissime da raggiungere) ma nei pressi di ottimi ristoranti

Infine, ma non da meno, ci sono le soluzioni che abbinano spiagge naturali vicine a ristoranti di pesce. Sulla strada Costiera, la prima di queste possibilità è data dal Ristorante Tenda Rossa (ben visibile dalla strada): il sentiero che parte da lì vi condurrà fino al selvaggio Porticciolo di Santa Croce.

Più avanti, ma sempre sulla strada Costiera, dal Ristorante Bellariva si può accedere alla spiaggia libera dei Filtri. Tuttavia il ristorante non si vede dalla strada, ma si raggiunge scendendo la via a fondo cieco Auguste Piccard.

Proseguendo, e appena superata la Galleria Naturale, c’è la spiaggia di ciottoli di Canovella de Zoppoli, con il suo porticciolo microscopico e una trattoria che serve pesce fresco direttamente sul mare.

 

Per una descrizione particolareggiata di ogni struttura balneare e un excursus sulle tradizioni triestine legate al mare, vi consigliamo la lettura de La guida alle migliori spiagge della città.

i mari di trieste

Come hotel Letterario, invece, vi consigliamo il libro I MARI DI TRIESTE  edito da Bompiani a cura di Federica Manzon e con le foto di Diego Artioli (pagg. 124, euro 17,00) in cui i grandi scrittori legati a Trieste raccontano del loro personale modo di vivere il mare nella loro città. Per citarne alcuni: Mauro Covacich, Gillo Dorfles, Veit Heinichen, Claudio Magris, Boris Pahor, Pino Roveredo.

 

 

Insomma avete l’imbarazzo della scelta, nessuna di queste possibilità vi lascerà delusi, e avrete la certezza di aver vissuto il mare proprio come lo fanno abitualmente i triestini.

Trieste piace perché non è una città turistica

In realtà, i triestini amano la loro città, ma come spesso accade i cittadini hanno una visione completamente diversa da quella dei visitatori. I viaggiatori che la vedono per la prima volta sono colpiti dal fatto che Trieste non è una città turistica.

Lavoro nell’hotellerie da 14 anni. Ho girato diversi paesi e dal 2010 ho scelto di rimanere a Trieste e mai decisione fu più azzeccata.

Ricordo quando venivo a Trieste da piccolo, ogni primavera. Tappa fissa della nostra gita “fuori porta” era Miramare, con il suo castello e il suo parco. All’epoca, Trieste significava solo Miramare. Tornandoci, tutto mi sembrò cambiato. Non era più una città “de veci”, ma una città energica, giovane e con voglia di fare.

Il Castello di Miramare e il suo parco ripresi dall'alto

Nel 2010 inizia quindi la mia avventura triestina all’Hotel Victoria, che aveva aperto solo un anno prima. Nello stesso anno, riapre i battenti un altro gioiello dell’ospitalità cittadina: l’Hotel Savoia Excelsior Palace. Da allora non si contano le nuove strutture ricettive che hanno aperto.

Nella struttura che ho l’onore di dirigere ospitiamo ogni anno circa 25.000 persone. Lo sapete che nessuna di queste ha mai lasciato un commento negativo su Trieste? Neppure durante nei giorni di forte Bora o ancora peggio di “Bora Scura” (vento di Bora misto a pioggia).

Trieste non è una città turistica e forse non lo sarà mai, ma è proprio questo il suo punto di forza. Trieste è una città perfetta per una gita in giornata, per non trovare ristoranti turistici, per vivere i buffet (osterie tipiche) o le Osmize sul Carso, proprio come fanno i triestini nel  tempo libero, magari per un rebechin (spuntino).

È facile immaginare che chi arrivi da Roma o Milano, solo per fare un esempio, si innamori della  nostra città per l’aria che si respira o per una delle piazze più belle al mondo che si affaccia direttamente sul mare, Piazza Unità d’Italia. I milanesi o i romani rimangono affascinati dall’idea di poter visitare gran parte del centro storico a piedi e di non dover distinguere le osterie vere da quelle false (quelle per turisti, appunto). C’è poi l’architettura dei palazzi, che non può non incantare: dalle rovine romane al liberty passando per una fortissima impronta neoclassica, a Trieste non manca niente, come le tante comunità religiose e le relative chiese.

La più grande piazza fronte mare del mondo: Piazza Unità d'Italia

Per gli austriaci o tedeschi la città rappresenta l’avamposto dell’Italia, la sua anticamera facilmente raggiungibile. Molte volte mi son sentito dire: “meglio 2 giorni a Trieste che a Venezia” e non è difficile intuire perché.

Trieste accontenta un po’ tutti quelli che la visitano, seppur per pochi giorni. E i motivi sono tanti.

Qui trovi tutto, e concentrato in pochi chilometri: la città, la storia, il mare, la collina, il buon cibo, il buon vino, la natura e, da qualche anno, anche belle manifestazioni.

Qui si fanno gli aperitivi lunghi, si comincia il pomeriggio e si arriva al dopo cena.

Qui non abbiamo spiagge, ma andiamo al mare lo stesso.

Qui non abbiamo la montagna, ma andiamo a sciare in giornata.

Qui non abbiamo grandi ristoranti o chef stellati, ma abbiamo l’imbarazzo della scelta riguardo le diverse cucine e tradizioni, dal mare alla mitteleuropa.

Qui, in meno di un’ora, puoi attraversare 3 confini internazionali.

Qui abbiamo il Carso che, durante l’autunno, esprime il meglio di sé con il suo foliage colorato.

E potrei continuare…

La costiera triestina in autunno si tinge di rosso grazie al sommaco

Alla fin fine, devo confessarvelo: Trieste ha un segreto. Qui si vive bene e questo il visitatore lo percepisce, ecco perché piace!

Lorenzo Vidoni

General Manager

La città dei libri diventa TriesteBookFest

Il TriesteBookFest nasce nella città degli scrittori. Qui hanno avuto i natali moltissimi autori che hanno fatto la cultura del ’900, e molti altri, come James Joyce e Veit Heinichen, che hanno eletto Trieste a loro seconda patria. Tuttavia a Trieste non c’è mai stato un vero e proprio festival della letteratura come quelli di Mantova, Pordenone o la Milanesiana a Milano. E forse oggi stiamo assistendo alla sua nascita!

Questo weekend, anche nella patria degli scrittori si apre uno spazio di incontro con gli autori, è il TriesteBookFest, che fra sabato 5 e domenica 6 dedica due giornate al Giornalismo e al reportage narrativo.

Gli incontri si svolgeranno nella sala Piccola Fenice di via San Francesco 5, a 10 minuti a piedi dall’Hotel Letterario, con un calendario diverso dai soliti festival, dove gli incontri spesso si accavallano in una frenesia che spesso non permette di vedere tutto ciò che si vorrebbe. Inoltre, gli autori non solo porteranno la testimonianza di che cos’è per loro l’esperienza della scrittura, ma anche il racconto dei libri che li hanno aiutati a costruire il loro percorso.

Ecco quindi gli appuntamenti per questo weekend

Si comincia sabato 5 alle ore 10 con il più grande giornalista a cui Trieste ha dato i natali: Paolo Rumiz, inviato di La Repubblica e autore di numerosi libri, reportagista che come pochi ha saputo documentare la guerra in Bosnia e da sempre impegnato nel reportage di viaggio. Non a caso il suo intervento sarà dedicato al Racconto di Viaggio.

paolo rumiz

Alle 11:30 seguirà un intervento dedicato a un tema molto caro a Trieste, la satira, e lo guideranno il giornalista Giorgio Lauro e Stefano Dongetti, con “Un giorno da pecora” per fare informazione.

Alle 15, i giornalisti Barbara Gruden, inviata del TG3 Rai e Pietro Spirito, giornalista e scrittore de Il Piccolo, porteranno la loro testimonianza come inviati intorno al tema Raccontare i fatti andando sul campo.

Alle 16:30 sarà la volta di BeccoGiallo, la casa editrice che ha fatto del reportage a fumetti la sua missione editoriale, che sarà raccontata dal suo direttore Federico Zaghis.

Alle 18 concluderà la giornata l’intervento di Gad Lerner che con Giampaolo Mauro parlerà di Informazione mondiale e locale: di chi fidarsi nella multiculturalità dominante?

gad lerner

Domenica 6 marzo, sempre nella sala Piccola fenice, si susseguiranno altri 5 appuntamenti, con questo calendario:

Alle 10, un caso di politica internazionale come quello che ha visto protagonisti i marò sarà l’oggetto del confronto fra Toni Capuozzo e Fausto Biloslavo.

Alle 11:30, il tema del dibatto si concentrerà sui conflitti di oggi, ovvero La guerra dentro, a cura della giornalista Barbara Schiavulli e Giulia Basso.

Alle 15, L’invenzione dei soldi: la storia del denaro dal Rinascimento a Renzi è il titolo dell’intervento condotto dallo scrittore Alessandro Marzo Magno accompagnato dal giornalista Nicola Borzi.

Alle 16:30, lo scrittore Eraldo Affinati sarà il protagonista dell’incontro che ha per tema la scrittura di viaggio, ovvero Girare il mondo in punta di penna.

Infine, alle 18, Andrea Segrè e Giampaolo Mauro apriranno il dibattito sul Dopo Expo, ovvero il mondo del cibo e il cibo nel mondo dopo l’esposizione universale.

 

Ciascuno degli ospiti presenti ha un rapporto particolare con Trieste, per nascita o come città a cui sono molto legati. Quale migliore occasione per chiederlo direttamente a loro!

Vi auguriamo di raccogliere ottimi spunti di riflessione e buoni consigli di lettura. 🙂

Ma ricordate che gli appuntamenti col TriesteBookFest continuano l’1, 2 e 3 aprile con una tre giorni interamente dedicata alla Scrittura e alla Lettura con la maiuscola!

 

I consigli del Victoria: le strade panoramiche per raggiungere Trieste

Di solito vi diamo il benvenuto alla reception per accogliervi al Victoria, che sarà la vostra “seconda casa” per il tempo che avrete deciso di soggiornarvi.
Oggi invece, vi dò il benvenuto in questo spazio di lettura, che inauguriamo per mettervi a disposizione tutte le nostre dritte e spunti su come vivere al meglio Trieste, cosa fare quando siete qui, insomma tutti quei consigli che solo qualcuno di locale, che vive la città tutti giorni, vi può dare.

Per questo vogliamo chiamare questa rubrica I consigli del Victoria.

E quale potrebbe essere il primo di questi consigli, se non indicarvi come raggiungerci nel modo più semplice attraverso le strade panoramiche di Trieste?
Incontrando gli ospiti al front desk, infatti, mi capita di chiedere a chi è appena arrivato come è andato il viaggio e altrettanto spesso chiedo che strada abbiano fatto per raggiungere la nostra struttura.
Nella maggior parte dei casi, il GPS li porta a fare la peggiore. Quella, per intenderci, che passa per la zona industriale.

Perciò qui intendo fornirvi alcune indicazioni sulla via da seguire per arrivare nel centro di Trieste nel “migliore” dei modi. Oltretutto, le strade più belle spesso sono anche le più corte.

Strade panoramiche di Trieste – La Strada Costiera

Trieste ha dei tramonti stupendi e per questo, in base all’orario e alla stagionalità, vi consiglio di percorrere la Strada Costiera per ammirare questo spettacolo della natura. Raggiungerla è molto semplice.
Prima regola: chiudere il GPS. 😉

Tramonto al Castello di Miramare visto da una delle strade panoramiche di Trieste

Se arrivate da Venezia, avete due possibilità:

  • Una volta usciti all’ultimo casello (Lisert), proseguite sull’autostrada (non a pagamento), poi prendete l’uscita Sistiana e continuate per la Strada Costiera in direzione di Trieste.
  • L’alternativa è, una volta usciti al casello Lisert, prendere la direzione Monfalcone, per poi dirigersi verso Duino, quindi Sistiana. La strada è meno veloce, ma sicuramente più piacevole. Vi consiglio una sosta alle risorgive del Timavo e una visita alla Chiesa di San Giovanni in Tuba, esempio di Architettura Gotica. Dietro l’altare si possono ancora vedere gli scavi della vecchia Basilica e i mosaici risalenti al V Secolo.

Una volta arrivati sulla Strada Costiera, per ammirare il tramonto o comunque il panorama, il consiglio è di fermarsi all’altezza della galleria naturale. Subito dopo la galleria ci sono diversi posteggi.

trieste-galleria-naturale

Da qui potete iniziare a sentirvi a Trieste, un’esperienza che inizia dal mare e dal carso, per completarsi in centro città. Davanti a voi lo strapiombo, l’orizzonte si perde nel mare e in lontananza sulla sinistra vi accoglie il Castello di Mirarmare. Una roccia riporta la targa con uno dei più famosi versi di Umberto Saba. Le foto, qui, si sprecano. Questa strada panoramica da sola vale un’emozione, anche per chi la percorre ogni giorno.

Strade panoramiche di Trieste – Strada del Friuli

La seconda strada che consiglio di fare è Strada del Friuli. Dall’autostrada, la direzione da prendere è Prosecco, piccolo paese che ha dato il nome al vino spumantizzato di Valdobbiadene. Sembra proprio che il vitigno venga dall’uva Glera, che nasce sul Carso triestino.

Per arrivare a Prosecco bisogna prendere l’uscita autostradale omonima, che si trova a 5 km circa dopo quella di Sistiana. Tuttavia, anche uscendo a Sistiana, la si raggiunge anche proseguendo per Aurisina. Una volta passato il piccolo centro di Prosecco, si prosegue a destra imboccando Strada del Friuli, alla prima curva capirete senz’altro perché vi indica questa via. Arrivati a Prosecco si può anche scegliere di fare una sosta al Santuario di Monte Grisa, qui la vista sul Golfo di Trieste è semplicemente mozzafiato. Strada del Friuli, una volta percorsa tutta, vi porterà direttamente in centro, zona Stazione ferroviaria.

Strade panoramiche di Trieste – Opicina

L’ultimo consiglio che citerò è quello di passare (quasi sfiorare), il paesino di Opicina, dove c’è il capolinea del famoso Tram. L’uscita è la medesima (Prosecco), ma la direzione è Opicina, per poi continuare verso Trieste centro. Qui consiglio la sosta all’Obelisco, a meno che non decidiate, durante il vostro soggiorno, di prendere il Tram dal centro città. Il panorama è sempre sul Golfo, ma con una visuale completamente diversa. Si può parcheggiare l’auto e fare un breve tratto della Strada Vicentina o più comunemente chiamata Napoleonica.

trieste-strada-panoramica-napoleonica

Questo sentiero si protrae all’interno del Carso triestino fino a Prosecco e al Santuario di Monte Grisa. La strada è lunga circa 4 chilometri e si mantiene sempre in quota.

Dopo aver scattato le dovute fotografie, potete riprendere l’auto e dirigervi verso il centro cittadino.
Quando avrete deciso il percorso da fare per arrivare a Trieste, dando per scontato che sarete nostri ospiti, l’Hotel Victoria vi aspetta per darvi indicazioni su cosa visitare e fare durante il vostro soggiorno.
Ne scriveremo nei prossimi post.

Lorenzo Vidoni – General Manager

 

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