Trieste piace perché non è una città turistica

In realtà, i triestini amano la loro città, ma come spesso accade i cittadini hanno una visione completamente diversa da quella dei visitatori. I viaggiatori che la vedono per la prima volta sono colpiti dal fatto che Trieste non è una città turistica.

Lavoro nell’hotellerie da 14 anni. Ho girato diversi paesi e dal 2010 ho scelto di rimanere a Trieste e mai decisione fu più azzeccata.

Ricordo quando venivo a Trieste da piccolo, ogni primavera. Tappa fissa della nostra gita “fuori porta” era Miramare, con il suo castello e il suo parco. All’epoca, Trieste significava solo Miramare. Tornandoci, tutto mi sembrò cambiato. Non era più una città “de veci”, ma una città energica, giovane e con voglia di fare.

Il Castello di Miramare e il suo parco ripresi dall'alto

Nel 2010 inizia quindi la mia avventura triestina all’Hotel Victoria, che aveva aperto solo un anno prima. Nello stesso anno, riapre i battenti un altro gioiello dell’ospitalità cittadina: l’Hotel Savoia Excelsior Palace. Da allora non si contano le nuove strutture ricettive che hanno aperto.

Nella struttura che ho l’onore di dirigere ospitiamo ogni anno circa 25.000 persone. Lo sapete che nessuna di queste ha mai lasciato un commento negativo su Trieste? Neppure durante nei giorni di forte Bora o ancora peggio di “Bora Scura” (vento di Bora misto a pioggia).

Trieste non è una città turistica e forse non lo sarà mai, ma è proprio questo il suo punto di forza. Trieste è una città perfetta per una gita in giornata, per non trovare ristoranti turistici, per vivere i buffet (osterie tipiche) o le Osmize sul Carso, proprio come fanno i triestini nel  tempo libero, magari per un rebechin (spuntino).

È facile immaginare che chi arrivi da Roma o Milano, solo per fare un esempio, si innamori della  nostra città per l’aria che si respira o per una delle piazze più belle al mondo che si affaccia direttamente sul mare, Piazza Unità d’Italia. I milanesi o i romani rimangono affascinati dall’idea di poter visitare gran parte del centro storico a piedi e di non dover distinguere le osterie vere da quelle false (quelle per turisti, appunto). C’è poi l’architettura dei palazzi, che non può non incantare: dalle rovine romane al liberty passando per una fortissima impronta neoclassica, a Trieste non manca niente, come le tante comunità religiose e le relative chiese.

La più grande piazza fronte mare del mondo: Piazza Unità d'Italia

Per gli austriaci o tedeschi la città rappresenta l’avamposto dell’Italia, la sua anticamera facilmente raggiungibile. Molte volte mi son sentito dire: “meglio 2 giorni a Trieste che a Venezia” e non è difficile intuire perché.

Trieste accontenta un po’ tutti quelli che la visitano, seppur per pochi giorni. E i motivi sono tanti.

Qui trovi tutto, e concentrato in pochi chilometri: la città, la storia, il mare, la collina, il buon cibo, il buon vino, la natura e, da qualche anno, anche belle manifestazioni.

Qui si fanno gli aperitivi lunghi, si comincia il pomeriggio e si arriva al dopo cena.

Qui non abbiamo spiagge, ma andiamo al mare lo stesso.

Qui non abbiamo la montagna, ma andiamo a sciare in giornata.

Qui non abbiamo grandi ristoranti o chef stellati, ma abbiamo l’imbarazzo della scelta riguardo le diverse cucine e tradizioni, dal mare alla mitteleuropa.

Qui, in meno di un’ora, puoi attraversare 3 confini internazionali.

Qui abbiamo il Carso che, durante l’autunno, esprime il meglio di sé con il suo foliage colorato.

E potrei continuare…

La costiera triestina in autunno si tinge di rosso grazie al sommaco

Alla fin fine, devo confessarvelo: Trieste ha un segreto. Qui si vive bene e questo il visitatore lo percepisce, ecco perché piace!

Lorenzo Vidoni

General Manager

La città dei libri diventa TriesteBookFest

Il TriesteBookFest nasce nella città degli scrittori. Qui hanno avuto i natali moltissimi autori che hanno fatto la cultura del ’900, e molti altri, come James Joyce e Veit Heinichen, che hanno eletto Trieste a loro seconda patria. Tuttavia a Trieste non c’è mai stato un vero e proprio festival della letteratura come quelli di Mantova, Pordenone o la Milanesiana a Milano. E forse oggi stiamo assistendo alla sua nascita!

Questo weekend, anche nella patria degli scrittori si apre uno spazio di incontro con gli autori, è il TriesteBookFest, che fra sabato 5 e domenica 6 dedica due giornate al Giornalismo e al reportage narrativo.

Gli incontri si svolgeranno nella sala Piccola Fenice di via San Francesco 5, a 10 minuti a piedi dall’Hotel Letterario, con un calendario diverso dai soliti festival, dove gli incontri spesso si accavallano in una frenesia che spesso non permette di vedere tutto ciò che si vorrebbe. Inoltre, gli autori non solo porteranno la testimonianza di che cos’è per loro l’esperienza della scrittura, ma anche il racconto dei libri che li hanno aiutati a costruire il loro percorso.

Ecco quindi gli appuntamenti per questo weekend

Si comincia sabato 5 alle ore 10 con il più grande giornalista a cui Trieste ha dato i natali: Paolo Rumiz, inviato di La Repubblica e autore di numerosi libri, reportagista che come pochi ha saputo documentare la guerra in Bosnia e da sempre impegnato nel reportage di viaggio. Non a caso il suo intervento sarà dedicato al Racconto di Viaggio.

paolo rumiz

Alle 11:30 seguirà un intervento dedicato a un tema molto caro a Trieste, la satira, e lo guideranno il giornalista Giorgio Lauro e Stefano Dongetti, con “Un giorno da pecora” per fare informazione.

Alle 15, i giornalisti Barbara Gruden, inviata del TG3 Rai e Pietro Spirito, giornalista e scrittore de Il Piccolo, porteranno la loro testimonianza come inviati intorno al tema Raccontare i fatti andando sul campo.

Alle 16:30 sarà la volta di BeccoGiallo, la casa editrice che ha fatto del reportage a fumetti la sua missione editoriale, che sarà raccontata dal suo direttore Federico Zaghis.

Alle 18 concluderà la giornata l’intervento di Gad Lerner che con Giampaolo Mauro parlerà di Informazione mondiale e locale: di chi fidarsi nella multiculturalità dominante?

gad lerner

Domenica 6 marzo, sempre nella sala Piccola fenice, si susseguiranno altri 5 appuntamenti, con questo calendario:

Alle 10, un caso di politica internazionale come quello che ha visto protagonisti i marò sarà l’oggetto del confronto fra Toni Capuozzo e Fausto Biloslavo.

Alle 11:30, il tema del dibatto si concentrerà sui conflitti di oggi, ovvero La guerra dentro, a cura della giornalista Barbara Schiavulli e Giulia Basso.

Alle 15, L’invenzione dei soldi: la storia del denaro dal Rinascimento a Renzi è il titolo dell’intervento condotto dallo scrittore Alessandro Marzo Magno accompagnato dal giornalista Nicola Borzi.

Alle 16:30, lo scrittore Eraldo Affinati sarà il protagonista dell’incontro che ha per tema la scrittura di viaggio, ovvero Girare il mondo in punta di penna.

Infine, alle 18, Andrea Segrè e Giampaolo Mauro apriranno il dibattito sul Dopo Expo, ovvero il mondo del cibo e il cibo nel mondo dopo l’esposizione universale.

 

Ciascuno degli ospiti presenti ha un rapporto particolare con Trieste, per nascita o come città a cui sono molto legati. Quale migliore occasione per chiederlo direttamente a loro!

Vi auguriamo di raccogliere ottimi spunti di riflessione e buoni consigli di lettura. 🙂

Ma ricordate che gli appuntamenti col TriesteBookFest continuano l’1, 2 e 3 aprile con una tre giorni interamente dedicata alla Scrittura e alla Lettura con la maiuscola!

 

I consigli del Victoria: le strade panoramiche per raggiungere Trieste

Di solito vi diamo il benvenuto alla reception per accogliervi al Victoria, che sarà la vostra “seconda casa” per il tempo che avrete deciso di soggiornarvi.
Oggi invece, vi dò il benvenuto in questo spazio di lettura, che inauguriamo per mettervi a disposizione tutte le nostre dritte e spunti su come vivere al meglio Trieste, cosa fare quando siete qui, insomma tutti quei consigli che solo qualcuno di locale, che vive la città tutti giorni, vi può dare.

Per questo vogliamo chiamare questa rubrica I consigli del Victoria.

E quale potrebbe essere il primo di questi consigli, se non indicarvi come raggiungerci nel modo più semplice attraverso le strade panoramiche di Trieste?
Incontrando gli ospiti al front desk, infatti, mi capita di chiedere a chi è appena arrivato come è andato il viaggio e altrettanto spesso chiedo che strada abbiano fatto per raggiungere la nostra struttura.
Nella maggior parte dei casi, il GPS li porta a fare la peggiore. Quella, per intenderci, che passa per la zona industriale.

Perciò qui intendo fornirvi alcune indicazioni sulla via da seguire per arrivare nel centro di Trieste nel “migliore” dei modi. Oltretutto, le strade più belle spesso sono anche le più corte.

Strade panoramiche di Trieste – La Strada Costiera

Trieste ha dei tramonti stupendi e per questo, in base all’orario e alla stagionalità, vi consiglio di percorrere la Strada Costiera per ammirare questo spettacolo della natura. Raggiungerla è molto semplice.
Prima regola: chiudere il GPS. 😉

Tramonto al Castello di Miramare visto da una delle strade panoramiche di Trieste

Se arrivate da Venezia, avete due possibilità:

  • Una volta usciti all’ultimo casello (Lisert), proseguite sull’autostrada (non a pagamento), poi prendete l’uscita Sistiana e continuate per la Strada Costiera in direzione di Trieste.
  • L’alternativa è, una volta usciti al casello Lisert, prendere la direzione Monfalcone, per poi dirigersi verso Duino, quindi Sistiana. La strada è meno veloce, ma sicuramente più piacevole. Vi consiglio una sosta alle risorgive del Timavo e una visita alla Chiesa di San Giovanni in Tuba, esempio di Architettura Gotica. Dietro l’altare si possono ancora vedere gli scavi della vecchia Basilica e i mosaici risalenti al V Secolo.

Una volta arrivati sulla Strada Costiera, per ammirare il tramonto o comunque il panorama, il consiglio è di fermarsi all’altezza della galleria naturale. Subito dopo la galleria ci sono diversi posteggi.

trieste-galleria-naturale

Da qui potete iniziare a sentirvi a Trieste, un’esperienza che inizia dal mare e dal carso, per completarsi in centro città. Davanti a voi lo strapiombo, l’orizzonte si perde nel mare e in lontananza sulla sinistra vi accoglie il Castello di Mirarmare. Una roccia riporta la targa con uno dei più famosi versi di Umberto Saba. Le foto, qui, si sprecano. Questa strada panoramica da sola vale un’emozione, anche per chi la percorre ogni giorno.

Strade panoramiche di Trieste – Strada del Friuli

La seconda strada che consiglio di fare è Strada del Friuli. Dall’autostrada, la direzione da prendere è Prosecco, piccolo paese che ha dato il nome al vino spumantizzato di Valdobbiadene. Sembra proprio che il vitigno venga dall’uva Glera, che nasce sul Carso triestino.

Per arrivare a Prosecco bisogna prendere l’uscita autostradale omonima, che si trova a 5 km circa dopo quella di Sistiana. Tuttavia, anche uscendo a Sistiana, la si raggiunge anche proseguendo per Aurisina. Una volta passato il piccolo centro di Prosecco, si prosegue a destra imboccando Strada del Friuli, alla prima curva capirete senz’altro perché vi indica questa via. Arrivati a Prosecco si può anche scegliere di fare una sosta al Santuario di Monte Grisa, qui la vista sul Golfo di Trieste è semplicemente mozzafiato. Strada del Friuli, una volta percorsa tutta, vi porterà direttamente in centro, zona Stazione ferroviaria.

Strade panoramiche di Trieste – Opicina

L’ultimo consiglio che citerò è quello di passare (quasi sfiorare), il paesino di Opicina, dove c’è il capolinea del famoso Tram. L’uscita è la medesima (Prosecco), ma la direzione è Opicina, per poi continuare verso Trieste centro. Qui consiglio la sosta all’Obelisco, a meno che non decidiate, durante il vostro soggiorno, di prendere il Tram dal centro città. Il panorama è sempre sul Golfo, ma con una visuale completamente diversa. Si può parcheggiare l’auto e fare un breve tratto della Strada Vicentina o più comunemente chiamata Napoleonica.

trieste-strada-panoramica-napoleonica

Questo sentiero si protrae all’interno del Carso triestino fino a Prosecco e al Santuario di Monte Grisa. La strada è lunga circa 4 chilometri e si mantiene sempre in quota.

Dopo aver scattato le dovute fotografie, potete riprendere l’auto e dirigervi verso il centro cittadino.
Quando avrete deciso il percorso da fare per arrivare a Trieste, dando per scontato che sarete nostri ospiti, l’Hotel Victoria vi aspetta per darvi indicazioni su cosa visitare e fare durante il vostro soggiorno.
Ne scriveremo nei prossimi post.

Lorenzo Vidoni – General Manager

 

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